Horyzon, spring 2516
If I could only share your pain with you.
Quella sensazione ha continuato ad opprimermi anche il giorno seguente.
La sala della musica era identica ad ogni altro giorno. Gli strumenti erano identici. La luce che filtrava dal porticato era la stessa che vedevo ogni giorno vincere le nubi che offuscano il cielo di Capital City. Ma la mia musica era diversa. Cercava d'essere la sua musica. Cercavo di capire. Ho aggredito il pianoforte, così come fa Ezra. Yahn non ha mancato di farmi notare come abbia torturato ancora una volta uno strumento. Mi ha ricordato per l'ennesima volta quanto la mia musica, a suo dire, sappia essere terribile. Lelaine, quando mi ascoltava suonare, mi definiva un maledetto pazzo. Perfino Elian, mi è sembrata inquieta, quando mi ha ascoltato. Sono consapevole del fatto che la mia musica non sia capace di scaldare gli animi. Ma, quel giorno, la mia musica non era la mia.
How much pain, how much anger, how much hate is polluting your soul?
Per un attimo, solo per un attimo, io l'ho sentito. L'ho avvertito sporcare il mio animo. Tutto il male che gli infetta l'anima, tutto l'odio, tutta la rabbia, e quel dolore lontano, soffocato da quello stesso, profondo, male. Che gli affonda dentro come le radici s'insinuano trovando, scavando, ogni possibile anfratto nel terreno. Come l'inchiostro nero che avvelena del suo colore torbido una pozza d'acqua pura.
If I could only rip that pain from you.
Un colpo di frusta. Credevo che avrebbe potuto strapparmi via il braccio. Ed il vuoto, alle sue spalle. L'avrebbe fatto davvero? Oppure sapeva che l'avrei impedito con tutte le mie forze? La sua risata è esplosa tormentando il mio udito come il suono di mille campanelli dissonanti. Sentivo che accresceva la mia rabbia, e con essa il mio dolore. Era quello il suo scopo? Eppure, ero certo che non scherzasse. Sebbene sapesse che avrei fatto qualunque cosa perché non morisse, ero certo - sono certo - che non stesse scherzando. Che Ezra, almeno per un istante, abbia davvero considerato l'idea del suicidio.
What is happening within your mind?
Ed è quanto ho avvertito, in fondo alla sua mente. Quanto ha cercato, forse, di dirmi. Ma, per quanto possa fargli capire che può fidarsi di me, Ezra non è mai riuscito, o non ha mai voluto, aprirsi veramente. L'inferno di Safeport che lo divora dentro, non potrei estirparlo completamente neanche con tutti i miei soldi. Né con tutto il mio amore. Eppure - che sia presunzione? - ho intenzione d'impiegare tutte le forze di cui dispongo, per dargli ciò che gli è stato negato.
If I could only listen to that music again.
Dopo una giornata trascorsa tra colloqui, casi pittoreschi, organizzazione di eventi, quel giorno sono tornato nella sala della musica, per suonare il violoncello. Oltre il porticato, il giardino era immerso nel silenzio della notte. Come ogni altra notte. Quella sensazione, dalla sera precedente, mi opprimeva ancora, ma in modo più blando. Ed io desideravo il silenzio, il silenzio ed il violoncello. Come quando, da bambino, mi chiudevo in uno degli studi inutilizzati, scuri e polverosi, di mio padre, per suonare quello che avevo eletto come il mio strumento. L'unico con il quale avessi voglia di parlare.
I discorsi di Harvey e di Elian, di qualunque cosa abbiano cercato di convincermi, - che, a detta loro, sarebbe andata a mio vantaggio, - non hanno ottenuto altro che il mio disprezzo. La comprensione, o l'indulgenza, di Yahn, può avermi dato sollievo, eppure non sono così certo che riesca a capirmi. È probabile che il mio sia un amore perverso. Non ho l'animo del benefattore, per quanto Yahn possa crederlo. Ciò che amo ha una purezza torbida, un'innocenza sporcata dal peccato, ha il fulgore abbagliante di una lama affilata e tagliente. Quello che amo non è soltanto l'angelo che ha sofferto, ma anche il demone in cui si è tramutato. Il diavolo dall'animo sporco, che può difendermi metodicamente o può aggredirmi istintivamente. Ezra non è soltanto una vittima che ha subìto, è anche un colpevole che non è in grado di misurare il suo odio. Consapevole del fatto che abbia sofferto, cerco in ogni modo di proteggerlo perché comprenda che, per lui, non esistono soltanto vendetta e dolore. Eppure, anche il dubbio che il suo animo non possa guarire dal male che lo infetta, non mi induce a desistere. Perché colui che ha aperto uno squarcio nella mia anima, che avevo sigillato così accuratamente, non è un angelo puro né un demone corrotto, ma è entrambe le cose.
Are we going to fly to Heaven, or are we just sinking into your Hell?
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giovedì 22 maggio 2014
martedì 17 dicembre 2013
What money can (or can't) do
Horyzon, Dec 2515
Lars è a casa degli Smithson quando riceve la chiamata di Benedict. Fortunatamente, ha appena ultimato la lezione di violino della loro figlia minore Mabel. Avvisa Benedict che lo richiamerà a breve.
Mabel Gertrude Gwendoleen Smithson non ha alcun talento -né alcun interesse- nella musica, e Lars attende, vestendosi d'una compassata maschera di professionalità, ogni volta che bisettimanalmente si reca dagli Smithson, di ricevere l'annuncio che la loro rampolla abbia finalmente rivolto le proprie mire su un nuovo giocattolo.
Lars eviterebbe, ben più che volentieri, di mettere nelle sue mani qualsiasi strumento musicale. Ma questo fa parte del suo lavoro e, dopotutto, nonostante preferisca far corrispondere il guadagno al concretizzarsi dei risultati previsti, non ha mai provato dispiacere nel veder incrementare il proprio conto bancario. Soprattutto di recente.
Le grida strazianti del violino riprendono, con le esercitazioni assegnatele dal maestro, che la giovane allieva non vede l'ora d'eseguire, mentre Lars s'appresta a lasciare l'appartamento -un lussuoso attico che affaccia sul lato Est di Carpathia Square- salutando i facoltosi genitori della giovane Mabel.
Lo strumento continua ad implorare pietà, torturato ripetutamente dalla dodicenne, mentre Lars si congeda dagli Smithson, che, tra sorrisi grati e complimentosi, gli ricordano il concerto che si terrà quella sera stessa, ad opera di una qualche cugina di Mrs Cecily Smithson, al Millicent Theatre.
Quando può concedersi di rispondere alla chiamata di Benedict, Lars è già in ascensore.
Ventham chiede, naturalmente, notizie di Ezra. Domanda a Lars se Ezra stia seguendo regolarmente le visite con il Dottor Morgan. Lars gli risponde che conosce il modo per accertarsi che lo faccia.
That's a tale of love and blackmail.
Poco più tardi, Lars invierà ad Ezra un messaggio per comunicargli il luogo dell'appuntamento: Hexagonal Square.
Quella sera stessa, Ezra si presenterà -in opportuno ritardo- col più recente dei propri acquisti: una City Motorbike nero ossidiana corredata di BS High Performance Suit.
Lars è a casa degli Smithson quando riceve la chiamata di Benedict. Fortunatamente, ha appena ultimato la lezione di violino della loro figlia minore Mabel. Avvisa Benedict che lo richiamerà a breve.
Mabel Gertrude Gwendoleen Smithson non ha alcun talento -né alcun interesse- nella musica, e Lars attende, vestendosi d'una compassata maschera di professionalità, ogni volta che bisettimanalmente si reca dagli Smithson, di ricevere l'annuncio che la loro rampolla abbia finalmente rivolto le proprie mire su un nuovo giocattolo.
Lars eviterebbe, ben più che volentieri, di mettere nelle sue mani qualsiasi strumento musicale. Ma questo fa parte del suo lavoro e, dopotutto, nonostante preferisca far corrispondere il guadagno al concretizzarsi dei risultati previsti, non ha mai provato dispiacere nel veder incrementare il proprio conto bancario. Soprattutto di recente.
Le grida strazianti del violino riprendono, con le esercitazioni assegnatele dal maestro, che la giovane allieva non vede l'ora d'eseguire, mentre Lars s'appresta a lasciare l'appartamento -un lussuoso attico che affaccia sul lato Est di Carpathia Square- salutando i facoltosi genitori della giovane Mabel.
Lo strumento continua ad implorare pietà, torturato ripetutamente dalla dodicenne, mentre Lars si congeda dagli Smithson, che, tra sorrisi grati e complimentosi, gli ricordano il concerto che si terrà quella sera stessa, ad opera di una qualche cugina di Mrs Cecily Smithson, al Millicent Theatre.
Quando può concedersi di rispondere alla chiamata di Benedict, Lars è già in ascensore.
Ventham chiede, naturalmente, notizie di Ezra. Domanda a Lars se Ezra stia seguendo regolarmente le visite con il Dottor Morgan. Lars gli risponde che conosce il modo per accertarsi che lo faccia.
That's a tale of love and blackmail.
Poco più tardi, Lars invierà ad Ezra un messaggio per comunicargli il luogo dell'appuntamento: Hexagonal Square.
Quella sera stessa, Ezra si presenterà -in opportuno ritardo- col più recente dei propri acquisti: una City Motorbike nero ossidiana corredata di BS High Performance Suit.
lunedì 7 ottobre 2013
Wading Among Reminiscences
Horyzon, Capital City, fall 2515
Il formicaio brulicante della Capitale è un agglomerato di carne umana senza identità né volti. Forme indistinte, i cui contorni sfocati si confondono in una massa omogenea senza nome. Sagome nere che si fondono e si scindono come macchie d'olio, come le pozze lasciate dalla pioggia che flagella da giorni le strade di Capital City. Il rumore dei mezzi a motore, il brusio delle voci che inquinano l'aria. Lars assimila tutto passivamente, fende quel miscuglio di umanità a passi misurati, ma procede diretto senza indugiare. Non è chiaro se abbia una meta, o se abbia visto quello spettacolo già troppe volte perché possa destare ancora il suo interesse.
La superficie dell'holoschermo sul palazzo della Remington è abbastanza estesa perché le immagini trasmesse siano chiaramente visibili fino alla parte opposta di CX Square.
Un punto d'incontro. A Lars tornano in mente le parole di Eivor. Il suo scetticismo disincantato, anche più radicato del proprio. Negli occhi di Eivor, nei suoi sorrisi chiusi, c'è l'orgoglio della gente del Rim, di chi non sia disposto ad ammettere compromessi.
La faccia della Shepard è ben visibile a tutti da quel punto della piazza. Lars può intravederne i contorni ed i colori alla propria destra. La voce della Shepard arriva a chiunque, chiara, decisa. È indubbiamente convinta di ciò che dice. O indubbiamente interessata a convincere chi l'ascolti.
Le parole della Shepard si ripetono da giorni come una nenia ipnotica. Lars avanza senza fretta, come al solito. Scansa qualcuno che si è fermato ad ascoltare. Poco più avanti una madre sorride ad un bambino, traduce in un linguaggio infantile il discorso del presidente. Un giorno quel bambino sterminerà gente nel Rim o capirà d'essere cresciuto nella ristrettezza di una visione unilaterale.
La Shepard continua elencando i vantaggi delle generose proposte dell'Alleanza, inspiegabilmente ed ignobilmente rifiutate dai rappresentanti della Confederazione di Polaris. La voce del presidente sfuma col prolungarsi dei passi lungo K Lane. Poco più avanti un altro holoschermo proietta il viso della Shepard, affacciandosi dalla vetrina di un negozio d'elettronica.
È soltanto di pochi giorni fa la notizia di come le navi della Flotta siano penetrate oltre i confini di Polaris abbattendo venticinque navi e mettendo fine a trecento vite.
Lars da giorni non ha notizie di Philip, di Sundance, di André.
L'arringa della Shepard va avanti, si duplica in un'eco che raggiunge i passanti da entrambi i lati della strada.
Lars sfila il cortex pad dalla tasca destra della giacca. Prova a contattare Eivor.
Gli occhi fissano il display che viene occupato rapidamente da una sequenza di lettere e di nomi. Eivor, André, Hogs, Philip. L'asfalto si consuma sotto i passi. Gli holoschermi sono disseminati ovunque. C'è gente ferma ad ascoltare, c'è gente che scambia opinioni. La voce della Shepard si amplifica in un'eco centuplicata.
Le strade sono deserte, i passsanti ombre lontane.
La terra trema, i cieli s'inquinano di sagome alate come angeli dello sterminio.
Il silenzio è solo un preludio.
Il formicaio brulicante della Capitale è un agglomerato di carne umana senza identità né volti. Forme indistinte, i cui contorni sfocati si confondono in una massa omogenea senza nome. Sagome nere che si fondono e si scindono come macchie d'olio, come le pozze lasciate dalla pioggia che flagella da giorni le strade di Capital City. Il rumore dei mezzi a motore, il brusio delle voci che inquinano l'aria. Lars assimila tutto passivamente, fende quel miscuglio di umanità a passi misurati, ma procede diretto senza indugiare. Non è chiaro se abbia una meta, o se abbia visto quello spettacolo già troppe volte perché possa destare ancora il suo interesse.
Concittadini dell'Alleanza
La superficie dell'holoschermo sul palazzo della Remington è abbastanza estesa perché le immagini trasmesse siano chiaramente visibili fino alla parte opposta di CX Square.
abbiamo concluso poche ore fa le trattative con i rappresentanti della Confederazione di Polaris. Sono state settimane di lavoro e confronto intensissimi al termine delle quali, sono costretta a comunicare, non è stato possibile trovare un punto di incontro.
Un punto d'incontro. A Lars tornano in mente le parole di Eivor. Il suo scetticismo disincantato, anche più radicato del proprio. Negli occhi di Eivor, nei suoi sorrisi chiusi, c'è l'orgoglio della gente del Rim, di chi non sia disposto ad ammettere compromessi.
La faccia della Shepard è ben visibile a tutti da quel punto della piazza. Lars può intravederne i contorni ed i colori alla propria destra. La voce della Shepard arriva a chiunque, chiara, decisa. È indubbiamente convinta di ciò che dice. O indubbiamente interessata a convincere chi l'ascolti.
Nonostante le barbare risoluzioni dei pianeti di Polaris che hanno deciso di imbarcarsi in questa folle, dissennata esperienza eversiva...
Le parole della Shepard si ripetono da giorni come una nenia ipnotica. Lars avanza senza fretta, come al solito. Scansa qualcuno che si è fermato ad ascoltare. Poco più avanti una madre sorride ad un bambino, traduce in un linguaggio infantile il discorso del presidente. Un giorno quel bambino sterminerà gente nel Rim o capirà d'essere cresciuto nella ristrettezza di una visione unilaterale.
La Shepard continua elencando i vantaggi delle generose proposte dell'Alleanza, inspiegabilmente ed ignobilmente rifiutate dai rappresentanti della Confederazione di Polaris. La voce del presidente sfuma col prolungarsi dei passi lungo K Lane. Poco più avanti un altro holoschermo proietta il viso della Shepard, affacciandosi dalla vetrina di un negozio d'elettronica.
...poiché la Confederazione non è costituita dai cittadini che la abitano ma da una lunga serie di politici guerrafondai e ufficiali criminali, privi di scrupoli.
È soltanto di pochi giorni fa la notizia di come le navi della Flotta siano penetrate oltre i confini di Polaris abbattendo venticinque navi e mettendo fine a trecento vite.
Lars da giorni non ha notizie di Philip, di Sundance, di André.
L'arringa della Shepard va avanti, si duplica in un'eco che raggiunge i passanti da entrambi i lati della strada.
Lars sfila il cortex pad dalla tasca destra della giacca. Prova a contattare Eivor.
Ma è nostro primo dovere preservare l'Unità e la sicurezza dell'intera Nazione Alleata. ...
Gli occhi fissano il display che viene occupato rapidamente da una sequenza di lettere e di nomi. Eivor, André, Hogs, Philip. L'asfalto si consuma sotto i passi. Gli holoschermi sono disseminati ovunque. C'è gente ferma ad ascoltare, c'è gente che scambia opinioni. La voce della Shepard si amplifica in un'eco centuplicata.
È con questa certezza nel cuore che dichiariamo guerra alla Confederazione di Polaris, intimando una resa immediata che risparmi inutili spargimenti di sangue.
Le strade sono deserte, i passsanti ombre lontane.
La terra trema, i cieli s'inquinano di sagome alate come angeli dello sterminio.
Il silenzio è solo un preludio.
domenica 21 aprile 2013
Horyzon [Flat]
Acquisto relativamente recente, databile approssimativamente ad un paio d'anni dopo la fine della guerra, è un appartamento situato nella zona periferica di Capital City: disposto su due livelli, occupa l'ultimo piano di un grattacielo, e può vantare, oltre ad una discreta metratura, una vista sul mare che bagna le coste della Capitale, in corrispondenza dell'isola Di Er.
Dalle linee moderne ed essenziali, è reso maggiormente luminoso dalle ampie vetrate che separano il salotto dalla terrazza scoperta che occupa la restante area dell'ultimo piano dell'edificio.
L'arredamento, in stile moderno, vede la prevalenza di colori neutri quali il bianco, il nero, ed il grigio metallico, di linee geometriche, di spazi ampi ed ariosi.
Degna di nota è la presenza, nel salotto, di un pianoforte a mezzacoda posto esattamente al centro della stanza; non mancano altresì un violoncello, recentemente relegato ad un punto più defilato, ed almeno un violino, oltre ad una discreta quantità di libri disposti ordinatamente su diverse scaffalature.
L'appartamento si sviluppa essenzialmente sul livello inferiore, che comprende, oltre al salotto, anche la camera da letto, la stanza da bagno, la cucina.
Il livello superiore, di metratura più ridotta, è occupato invece da un'ampia veranda arredata nello stesso stile, in modo minimalista ma funzionale perché sia accogliente come semplice area soggiorno, e da un'ulteriore camera da letto che vanta una suggestiva vista panoramica sul mare.
L'appartamento è interamente sorvegliato da un sistema di sicurezza che richiede all'ingresso una serie di procedure di riconoscimento, e prevede la presenza di diverse telecamere di sorveglianza.
Risiedendo principalmente presso la sede della Shouye, quando si trova su Horyzon, Lars si reca all'appartamento con poca frequenza. Ezra può accedervi liberamente e disporne quando lo desidera, dacché il suo profilo è stato incluso nel sistema di sicurezza.
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